6 dicembre 2011 di Dottor C.
Il suicidio assistito di Lucio Magri ha suscitato l’inevitabile sequela di reazioni, tentativi d’interpretazione, commenti più o meno composti ed opportuni. Inevitabile perché, a parte il dovuto dei lavoratori del mercato dell’informazione che non possono evadere la notizia, il tema del suicidio scuote ogni persona nell’intimo degli equilibri faticosamente e spesso tragicamente acquisiti.
La coscienza della morte ci rende unici nel serraglio dei viventi e tutte le nostre attività, culturali, relazionali e sociali, sostengono il dovere di dimenticare questa terribile condizione. Non la morte ci terrorizza, non ne avremo mai conoscenza, ma la vita in attesa della sua fine. Continua a leggere »
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1 aprile 2011 di Dottor C.
Non cercate questa sindrome nel manuale psicodiagnostico più famoso del mondo, il DSM, che sta per Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders, una sorta di catalogo dei disturbi mentali utilizzato da quasi tutti i professionisti del settore, perché non c’è, visto che me la sono inventata io. E non ho fatto nulla di strano, visto che questo è un sistema comune di inserimento e di eliminazione delle varie patologie psichiatriche presenti nel DSM, secondo i bisogni e le opportunità relative agli interessi culturali, economici e professionali dell’associazione psichiatrica americana che ne cura la redazione.
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29 novembre 2010 di Dottor C.
Siccome, per quel che ci riguarda, tutto nasce dalla paura, allora possiamo immaginare che gli psicologi scelgono la loro professione per paura negata d’impazzire, mentre i medici indossano il camice bianco per esorcizzare quella della morte. Ora, in base alle attese di una nuova riforma dell’università in cantiere, le due facoltà di medicina e di psicologia di Roma si sono unite nella nuova facoltà di medicina e psicologia, in modo che, forse, i medici possano recuperare la paura della follia ed accettare quella della morte, e viceversa per gli psicologi. Continua a leggere »
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12 maggio 2010 di Dottor C.
Intervista su donne e violenza a cura di Isabella Faggiano.
La notte di Natale il Papa ha subito un’aggressione. Rispetto alle precedenti, esempio quella ai danni del Premier, l’aggressore è una donna e l’aggressione si è svolta in luogo chiuso, addirittura in un luogo sacro da molti considerato estremamente sicuro.
La donna è stata sempre vista e dipinta come vittima di aggressione. Questa volta ne è l’artefice. Crede che ci siamo un capovolgimento dei ruoli? Che questo sia dovuto al fatto che oggi la donna occupi nella società un posto diverso? Identità che si mischiano e confondono? O semplicemente un caso? Continua a leggere »
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12 maggio 2010 di Dottor C.
Uno dei maggiori temi discussi nell’ambito della politica, ma anche della filosofia, della psicologia, delle scienze sociali, è la gestione dei rapporti di potere all’interno della società. Si cerca spesso di immaginare, e di definire nel concreto, schemi di potere che rendano maggiori garanzie democratiche e di partecipazione dei cittadini e che nello stesso tempo garantiscano la gestione e controllo della convivenza sociale. In questi casi spesso l’attenzione e riversata sulla struttura di potere da adottare, formula di governo, leggi elettorali, sistema normativo, mansioni e prerogative degli agenti di potere, ma poco o nulla si considera del modello di società da gestire.
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16 aprile 2010 di Dottor C.
Articolo pubblicato dal “Il Nordest”
L’angoscia che trapela nel cercare di comprendere un fatto terribile come lo sterminio di familiari da parte di giovani apparentemente normali, è legata a sentimenti primari di sicurezza che si smontano su fatti la cui realtà sconvolge il pensiero logico e pone domande interminabili.
Si è detto molto e molto sarà ancora da dire, ognuno mescola i propri sentimenti, ambizioni, paure, ideologie, protagonismi, nel reagire alla domanda il cui lungo silenzio dalla quale giunge ha seppellito possibili esaurienti risposte.
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27 febbraio 2010 di Dottor C.
In questi giorni di campagna elettorale siamo sommersi da messaggi pubblicitari da parte di politicanti in attesa di elezione che mostrano la loro faccia, il loro volto ammiccante, che non si sa perché dovrebbe convincerci a dare loro fiducia. Eppure la cronaca è piena di bellimbusti, personcine perbene, che nell’atto dei loro misteri compiono azioni riprovevoli.
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10 gennaio 2010 di Dottor C.
La vita psicologica di noi esseri umani ci porta a vivere dei paradossi che tentano di risolvere le difficoltà biologiche e istintive insite nella nostra esistenza, e che ci hanno permesso, fino ad ora, di rimanere presenti come specie sul pianeta. Uno dei paradossi più eclatanti, messi in luce dalla psicanalisi, e quello relativo all’innamoramento, dove il nuovo si confonde con l’antico, creando un luogo affettivo dove si cerca di risolvere le sofferenze vissute nel passato per trovare un equilibrio più sano del presente.
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2 gennaio 2010 di Dottor C.
Intervista pubblicata su 7Magazine a cura di A. Allegria.
Gli ultimi fatti di cronaca mostrano sempre più frequentemente l’uso della violenza fra adolescenti. Essi, infatti, presentano ragazzini che picchiano un ragazzo down, adolescenti intenti a violentare una loro coetanea: la lista è abbastanza lunga.
Spesso tali violenze vengono scoperte da filmati che girano su internet, filmati amatoriali, girati con i videofonini dagli autori stessi.
Ma quali sono le ragioni, i motivi che spingono gli adolescenti a dar vita a tali mostruosità?
Cosa li rende tanto sicuri da potersi “vantare” delle azioni commesse?
Per rispondere a tali domande abbiamo chiesto aiuto al Dott. Carlo Cerracchio, psicologo e psicoterapeuta, Presidente AIPEP – Associazione Italiana Psicologia e Psicoterapia Onlus.
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15 dicembre 2009 di Dottor C.
(Abstract) Il bambino sviluppa il mondo simbolico per rapportarsi con la realtà, crea un’immagine del se corporeo e la relaziona con l’altro. Il padre, figura anch’essa simbolica, serve a gestire il rapporto con la realtà, fornendo la lettura etica dei comportamenti sociali utili allo sviluppo della specie. Il conflitto tra le immagini del padre e del figlio si creano nel profondo delle pulsioni, dove la ferita paterna dell’obbligo all’abbandono del corpo materno, si concretizza nei vissuti di terrore dell’evirazione e desideri reciproci di annientamento. Il mito, che raccoglie e fa da catarsi alle pulsioni distruttive, rielabora gli eventi interni e li proietta in un racconto simbolico con il quale l’essere umano cerca la verità dell’esistenza. La verità che esiste dentro di lui e che la sua ricerca crea scopo al vivere. La sconfitta del mito e la posizione razionale giunta con la cultura della ragione pone l’uomo vittima delle sue immagini schematiche, senza più rapporto con l’origine inconscia delle sue pulsioni. Questo crea il padre immaturo, figlio eterno di se stesso, che gioca alla guerra e alle distruzioni, che perde contatto con l’etica originaria della verità. La crisi della figura paterna è un bene, le proposte di riattivazione dei modelli precedenti sono deliri d’onnipotenza di un adolescente che cerca ancora l’eroe al quale aggrapparsi. La soluzione della crisi delle figure familiari può trovarsi nella rielaborazione della mitologia umana e nella riappropriazione di modelli culturali e simbolici che danno spazio alla comprensione etica della realtà. Continua a leggere »
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11 dicembre 2009 di Dottor C.
In risposta ad una lettera sul problema delle crisi di panico.
Ciao,
capisco bene le tue preoccupazioni, le crisi di panico, detto in formulazione ufficiale della psicodiagnostica medica, Disturbo da Attacchi di Panico (DAP), è una delle forme più difficili da vivere delle disfunzioni psicofisiche.
La crisi arriva quasi all’improvviso, la prima spesso senza alcun preallarme, mette in moto una serie di meccanismi fisiologici e psichici che creano la più forte emozione negativa vivibile, quella del panico.
Per capire perchè succede tutto ciò bisogna andare molto lontano, nella storia evolutiva di noi esseri umani, quindi mettiti comoda, un profondo respiro, poi continua a respirare lento e regolare sollevando la pancia, rilassa tutti i muscoli, appoggia le spalle alla sedia, metti su una musica dolce e tranquilla, e apri gli occhi all’immaginazione…
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2 novembre 2009 di Dottor C.
La cultura del giovanilismo tende a separare nettamente quello che appartiene al nuovo, giovane, non corrotto dal tempo, e il vecchio, che è ciò che sta al di la del tempo giusto, segnato dallo scorrere della vita.
La separazione, in forma discriminatoria, porta valore positivo all’essere giovane, all’appartenere a quella classe delineata da aspetti anagrafici, culturali ed estetici, legando tale valore all’efficacia, all’opportunità del dire e del fare, dell’essere e dell’agire.
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13 ottobre 2009 di Dottor C.
Molti di voi hanno visto il film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, nel quale uno dei momenti più intensi è quello dell’ “eroico” corteggiamento del giovane Salvatore verso la sua amata Elena: il ragazzo per convincere la giovane del suo amore, e convincere lei ad amarlo, passa tutto il suo tempo libero sotto la sua finestra, per giorni, settimane, mesi, sotto il sole, la pioggia e il freddo. Elena dapprima presumibilmente infastidita, elabora la relazione e alla fine s’innamora del giovane invadente.
Oggi questo atteggiamento sarebbe passibile di azione penale per atto di persecuzione, anglosassonizzato in “stalking”. Continua a leggere »
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12 ottobre 2009 di Dottor C.
La nostra società, parlo di quella italiana, ma ad essa possiamo facilmente affiancare le aree culturali dell’occidente economicamente inteso, si confronta inesorabilmente con una nuova forma di violenza, brutale, incontinente, cieca, che lascia spesso inerti e senz’altra reazione che quella di un vago e logorroico commento, con il desiderio salvifico di abbandonarla al più presto nell’oblio.
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12 ottobre 2009 di Dottor C.
I cambiamenti nel campo delle relazioni sociali rappresentano un interessante fenomeno che si pone come strumento d’analisi delle differenze tra la percezione dell’altro nel momento relazionale nelle diverse culture epocali. Quella d’oggi del modello culturale occidentale è caratterizzata da un ampliamento delle possibilità comunicative, almeno superficiali, date dagli strumenti informatici e dalle connessioni Internet. Luoghi virtuali di connessione relazionale diventano sempre più significativi, spesso lasciando, soprattutto nei giovani, l’esperienza diretta, quella del reale, sempre più al margine.
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11 ottobre 2009 di Dottor C.
Questa nostra società, gravemente malata, si allarma sempre più dei sintomi, sanitari, sociali, culturali, politici, ambientali, e diventa sempre più incapace di capire le cause dei problemi. Il sintomo, reazione di una sofferenza, nel nostro mondo attuale allarma, crea attese di risoluzione che abbiano come risultato solo l’annientamento dell’evidenza disturbante, provoca reazioni, spesso scomposte, esagerate, comunque incapaci di capire l’origine del disagio.
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